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Perchè sono un bravo ragazzo?
Per tanti motivi: sono quello che veniva scelto per ultimo al calcetto, quello a cui rubavano la merenda, quello che veniva piantato per il migliore amico, quello che ti porta a casa sbronza senza palparti le tette, quello che quando ti si pianta il pc te lo mette a posto e non ti chiede una lira, quello a cui il capo rifila le sue rogne ed a cui ruba i suoi trionfi, quello col lavoro stabile, la camicia pulita e un tetto sulla testa. Sono quello lì, e forse è ora di trovare una cura.
I might be cynical, but I think that if a beggar starts his cardboard sign with “I have 10 kids” the next phrase should be “need money for a vasectomy”
IlPessimista cioè io

Facebook non fa più tendenza, l’hanno deciso gli adolescenti - Panorama 

[…] sopratutto tumblr.

Ora sì che mi sento vecchio.

Il principe azzurro si ammazza di seghe

Sono due giorni che provo a giocare a The last of us, senza di fatto riuscirci. Comincio a pensare che la mia playstation sia collegata a qualche cazzo di telesalvalaminchia beghelli, perché ogni volta che premo il tasto accensione si presenta puntuale qualche cagacazzo alla mia porta o al mio cellulare. Sono passati tutti, amici con figli, amici disoccupati, sorelle in crisi coniugale, genitori in crisi di salute. E nessuno che fosse facilmente rimbalzabile con una scusa o con un semplice “vaffanculo”. Roba che i testimoni di Geova ora mi sembrano simpatici.

L’ultima in ordine di apparizione è una mia amica, che aveva appena mollato il moroso ed evidentemente aveva un forte bisogno di condividere la cosa con qualcuno a cui non ne fregasse veramente un cazzo. Il riassunto della storia è che il povero cristo in questione è stato scaricato, perché le pagava le cene, la portava a ballare, passava le serate a vedere i film con lei, e sopportava i prodotti della fermentazione della materia organica in decomposizione nel suo cranio che lei, da fervente elettrice della lega nord, continua a chiamare cervello. Insomma, come da lei riassunto in poche parole “E’ troppo buono”.

Sì, perchè io, dopo anni ad analizzare il genere femminile, mi sono reso conto che, certe donne, il principe azzurro non lo meritano. Quindi caro lettore dotato di gameti maschili, voglio rivelarti un segreto: a determinate donne, molte donne, piace avere ragione. Adorano sentirsi la parte sana della relazione, quella che si sbatte, che si sacrifica che rincorre un povero merdoso che non le caga di pezza e passa le giornate a rifare la formazione su PES. Adorano uscire con le amiche, mettersi su un piedistallo e sentirsi dire stronzate tipo “E’ una merda, non ti merita” per poi tornare a casa e farti la paternale mentre mangi la pizza al kebab avanzata, in mutande sul divano (tu non la pizza).

E se tu, povero minchione dotato di una morale e di un briciolo di sensibilità, pensi di cambiare, di sbatterti e comportarti in modo da non incappare in questa cosa, ti stai fottendo da solo, perchè le stai privando del principale slancio emotivo di una relazione dopo il sesso e guardare grey’s anatomy. 

Quindi fanculo alla cavalleria, fanculo alla sensibilità e fanculo alla gentilezza. Il vero motore di certe relazioni non è la colazione a letto, il sesso fantastico, o la fuga romantica il weekend. E’ il maschio merda, quello che scoreggia di prepotenza sotto le coperte, che non abbassa la tavoletta, che lascia i salumi aperti in frigo senza la pellicola. Perchè come batman non ha senso di esistere senza il joker, certe relazioni non hanno senso di esistere senza un coglione insensibile e stronzo da cercare di correggere a mazzate.

@Donne: Ovviamente sto generalizzando, ma non credo nemmeno troppo. Perciò, a tutte quelle che non vogliono evirarmi dopo aver letto questo post, voglio chiedere un favore: onde evitare l’estinzione degli uomini che “ci tengono” che “si sbattono” la prossima volta che sentite un’amica depressa perchè il moroso è troppo “bravo” o che fa centomila volte le stesse lamentele sul moroso merdone senza mai di fatto lasciarlo, fatemi un favore e calciatele gli incisivi in fondo alla gola con una tibiata.

Sinceramente: uno che si è rotto i coglioni.

#Varenyky #russian #food

Preservativi alla Lidl.
Spero proprio che funzionino perché se uno è talmente pirla da risparmiare qualche centesimo correndo un rischio di questo tipo non merita certo di perpetrare la sua stirpe.
Nemmeno per sbaglio.

Dieci libri 

volevoessereunapizza:

Ringrazio hinnula, parsdestruens e principessa-del-pattame per avermi taggata nel gioco dei dieci libri che mi hanno segnato:

  1. L’isola di Arturo di Elsa Morante;
  2. Il fu Mattia Pascal di Pirandello;
  3. L’insostenibile leggerezza dell’essere di Kundera (le coincidenze che mi…
A me l’unico libro che abbia veramente segnato è stata la copia della divina commedia con cui la prof di italiano richiamò la mia attenzione sul programma scolastico 99/00. Lanciandomela in faccia. Ad ogni modo, non ne metterò dieci e non farò altri inviti, però se volete leggere un libro che sia rimasto nel mio ippocampo, leggetevi Baol di Stefano Benni. volevoessereunapizza scusa se ci ho messo un pezzo e se la risposta fa cagare, a mia difesa vorrei dire che ho dovuto aspettare le ferie per scorrere le notifiche.
Comunque, se Berlusconi ha ancora qualche ora di sevizio sociale disponibile, io ho tutte le camicie da stirare e ci sono 30°

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Riflettendoci, le cose migliori della mia vita mi sono capitate per caso. Ma non sarebbero mai capitate “per caso” se non mi fossi spostato volontariamente in terre dove quei “per caso” sono più frequenti. Quindi sul lungo termine ne ho tratto questo insegnamento: se voi coltivare la terra e sei nato nel deserto ci sono due strade:
Piantare dei semi, innaffiare di continuo e prendertela con un inesistente dio ingiusto perché non piove, oppure muovere il culo e spostarti dove è più frequente che cada qualche goccia.
In tanti, rimasti nel deserto, sosterranno sempre che hai avuto culo ad avere tutta quella pioggia, e da un certo punto di vista è vero, ma tu saprai sempre che si tratta solo di una scusa.

Ci tenevo a farvi partecipi del mio ultimo magnifico acquisto.
Si nota che mi annoio ultimamente?

Anonimo ha chiesto: dove abiti adesso ?

Equitalia ha scoperto Tumblr?

Risponderò solo in presenza del mio avvocato.

Sa che oggi va un po così.

QWERTY

Ora, immagino che se state leggendo questo post sarete davanti a una tastiera, fisica o virtuale. Fermatevi e abbassate lo sguardo. Le vedete le lettere? Vi siete mai fermati a pensare a quanto vicine la “i” di “like” e la “o” di “love”? È come chi ha progettato questo schema avesse pensato:
“Voglio insegnare qualcosa. Voglio insegnare, a chi lo saprà leggere che prima o poi nella vita arrivano delle scelte semplici, come la prossima lettera da digitare, vicinissime come due tasti su una tastiera. Voglio far capire che in queste scelte, quello che conta non è la fatica di farle, ma lo sforzo di mantenerle. Che tra una “i” ed una “o” , in quei pochi millimetri, c’è lo spazio che separa due universi, e che solo il nostro coraggio può attraversarlo”
E insomma, magari non è così, ma mi piace pensarlo; credere che ogni giorno se trovassimo il coraggio, un balzo di pochi millimetri potrebbe cambiare le nostre esistenze, backspace permettendo.

axeman72:

ilpessimista:

Ho appena tagliato a mano la mia micro sim un una nano sim. Ora so cosa ha provato Leonid Rogozov.

Io ho preferito dare 3 (tre) euro al negozio vicino all’ufficio :) 

E vuoi mettere canticchiare la sigla di Mc Gyver mentre la tagli?
(io avevo qualche problema a trovare un centro Tim sotto casa, if you catch my drift 😁)

unavoltaerounapersonanormale ha risposto al tuo post “Cani e padroni di cani”

Più che il cervello a puzzare sarà il cuore. O quello che ne rimane.

Il cuore è un muscolo, fibre bianche e rosse che non farebbero nulla se non si contraessero per degli impulsi elettrici che ricevono passivamente. Deal with it.

Volevo scrivere addirittura sistema limbico o amigdala, ma siccome per lavoro formatto computers e qui c’è gente preparata come la finta cinica iononhotambler, non volevo farmi smerdare.

Non voglio sembrare acido, sono allergico alle metafore scientificamente inaccurate.

Cani e padroni di cani

Col tempo mi sono convinto che innamorarsi sia un’esperienza assimilabile a pestare una merda di cane per strada. Non è detto che tu te ne accorga subito, l’amore e la merda a prima vista tendenzialmente spaventano, quindi li evitiamo o ce ne liberiamo in fretta. Spesso invece capita inconsapevolmente: cammini, passi sulla merda e nemmeno te ne accorgi. Te la trascini per qualche centinaio di metri, ma sei così assorto su dove stai andando e su quello che devi fare che nemmeno ci pensi, ma è già successo. Poi a un certo punto, ti fermi, magari sei arrivato dove volevi, magari è solo una pausa per un semaforo rosso. Senti che qualcosa non va, che c’è un’aria strana, ma ti serve qualche secondo per arrivarci. Scatta subito la domanda “Cazzo, ma sarò mica io?” e il controllo isterico delle suole delle scarpe “Occazzo occazzo…ma dove? Ma come?”. Quando realizzi che effettivamente sei tu, ormai è fatta, puoi togliere il più grosso, nasconderlo, far finta di niente, ma ormai hai pestato l’amore e sono un po’ cazzi tuoi. Per lo meno, le scarpe, quando torni a casa, tra lo schifo e vomito le puoi lavare.
Il tuo cervello no. Quello puzzerà per sempre, almeno finché non pesterai una merda più grossa e puzzolente.

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